Thermal runaway batterie litio: soglie e gestione

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THERMAL RUNAWAY DELLE BATTERIE AL LITIO: MECCANISMO, SOGLIE E GESTIONE IN OFFICINA

Aggiornato 2026 – Scheda tecnica per le officine partner

Risposta rapida

Il thermal runaway è una catena di reazioni esotermiche in cui ogni stadio alimenta il successivo. L'autoriscaldamento inizia tipicamente tra 70 e 90 °C con la decomposizione del film SEI; tra 130 e 180 °C il separatore collassa generando cortocircuiti interni; oltre i 180-220 °C il catodo NMC rilascia ossigeno e la reazione diventa autosostenuta. L'onset è di circa 206 °C per NMC contro 244 °C per LFP, con picchi misurati su celle 18650 di 731 °C per NMC e 258 °C per LFP. Celle invecchiate o sovraccaricate possono entrare nella fase esotermica 20-40 °C prima. Il precursore rilevabile più precoce è la generazione di gas tra 40 e 70 °C.

Questa scheda è destinata alle officine che riforniamo e che si trovano a gestire con frequenza crescente veicoli elettrici e ibridi in accettazione, spesso dopo un urto o con segnalazioni di anomalia del sistema di gestione batteria.

L'obiettivo non è insegnare a intervenire sul pacco: quello è competenza di personale con qualifica specifica. L'obiettivo è riconoscere in tempo la fase precedente all'evento e sapere come comportarsi in officina in quella finestra.

Guida completa

Il thermal runaway è solo una delle modalità con cui un veicolo può incendiarsi, e statisticamente non la più frequente. Nella guida principale trovi il quadro completo degli inneschi elettrici.

Perché un'auto prende fuoco: guasti elettrici e segnali →

🌡️ La scala termica, stadio per stadio

Il thermal runaway non è un evento istantaneo: è una sequenza ordinata di reazioni, ciascuna delle quali produce il calore che innesca la successiva. È questo che lo rende un runaway, cioè un processo che si autoalimenta.

Stadio Temperatura Cosa accade
0. Esercizio normale sotto 60 °C Limite operativo e di stoccaggio tipico. Oltre, degrado accelerato
1. Gassificazione precoce 40-70 °C Generazione di gas a bassa temperatura: il precursore misurabile più precoce
2. Decomposizione SEI (T1) 70-90 °C Il film protettivo sull'anodo si degrada esponendo la grafite all'elettrolita. Inizia l'autoriscaldamento
3. Reazione anodo-elettrolita circa 120 °C Il litio intercalato reagisce con i solventi. Produzione di CO e idrocarburi
4. Collasso del separatore (T2) 130-180 °C Il polietilene rammollisce attorno ai 135 °C, il polipropilene verso i 166 °C. Cortocircuiti interni
5. Rilascio di ossigeno dal catodo 180-250 °C Il reticolo NMC cede ossigeno. Da qui la reazione non richiede più aria esterna
6. Runaway conclamato (T3) oltre 300 °C Combustione dell'elettrolita, venting, propagazione alle celle adiacenti

La soglia dei 130-150 °C viene indicata in letteratura come zona di non ritorno per molti pacchi: superata quella, il collasso del separatore rende il processo non più arrestabile con mezzi ordinari.

Un dato utile per capire perché il tempo di reazione è così breve: il rateo di riscaldamento massimo misurato su celle 18650 arriva a 7.600 °C al minuto per NMC e a 1.285 °C al minuto per LMO. Sono valori che non lasciano spazio a valutazioni in corso d'opera.

🧪 NMC contro LFP: i numeri

Parametro NMC LFP
Onset thermal runaway circa 206 °C circa 244 °C
Rilascio ossigeno dal catodo 180-220 °C oltre 260 °C, in condizioni ordinarie non rilascia
Picco su cella 18650 731 °C 258 °C
Rateo massimo di riscaldamento fino a 7.600 °C/min sotto 3 °C/min
Propagazione tra celle Completa Spesso incompleta

La ragione strutturale sta nel legame: nel reticolo olivinico dell'LFP il legame fosforo-ossigeno è molto più stabile del legame nei catodi stratificati NMC, e non cede ossigeno alle temperature di abuso tipiche.

Questo non rende l'LFP immune. Significa che, a parità di sollecitazione, la finestra prima dell'evento è più ampia e la severità dell'evento è di un ordine di grandezza inferiore. In officina si traduce in un margine operativo diverso, non nell'assenza di rischio: le procedure restano le stesse.

⚡ Cosa innesca la catena

Abuso meccanico

Deformazione, penetrazione, compressione del pacco. È lo scenario post-urto, ma anche quello di un contatto violento con un ostacolo al suolo, spesso sottovalutato perché non lascia danni visibili alla carrozzeria. Un pacco che ha subito un impatto al sottoscocca va considerato sospetto anche in assenza di errori attivi.

Abuso elettrico

Sovraccarica, scarica profonda, cortocircuito esterno, difetto interno di cella. La sovraccarica è particolarmente insidiosa perché produce lithium plating: deposito di litio metallico sull'anodo, che reagisce molto più rapidamente e a temperature inferiori.

Abuso termico

Esposizione a fonte di calore esterna, incendio di componenti adiacenti, guasto del sistema di raffreddamento del pacco. Rientra qui anche il caso in cui il thermal runaway è la conseguenza e non la causa dell'incendio del veicolo.

Il fattore che sposta le soglie

Due condizioni riducono in modo significativo il margine di sicurezza:

  • Invecchiamento e sovraccarica: celle degradate possono entrare negli stadi esotermici 20-40 °C prima rispetto a celle nuove
  • Lithium plating da ricarica rapida: può abbassare l'onset di autoriscaldamento fino a circa 60 °C, cioè dentro il campo delle temperature di esercizio

È il motivo per cui un pacco con storico di ricariche rapide frequenti e molti cicli non ha lo stesso comportamento di uno nuovo, e per cui le soglie di letteratura vanno lette come riferimenti su cella fresca, non come garanzie.

🔋 Il ruolo dello stato di carica

La severità dell'evento cresce con lo stato di carica, e la soglia rilevante è attorno al 50% di SOC: oltre quel valore l'energia disponibile e la reattività aumentano sensibilmente.

Al 100% di SOC l'energia rilasciata durante il runaway può avvicinarsi a 1-1,5 volte l'energia immessa in fase di carica. È un dato che ha una conseguenza operativa diretta: un veicolo sospetto va tenuto, quando possibile e quando le procedure del costruttore lo consentono, a stato di carica ridotto, non appena caricato.

Vale anche l'inverso sull'onset: un SOC più basso corrisponde a una temperatura di innesco dell'autoriscaldamento più alta.

🔍 I precursori rilevabili

La sequenza offre una finestra di preavviso. Riconoscerla è l'unica azione realmente utile a livello di officina.

Precursore Fase corrispondente Come si rileva
Generazione di gas a bassa temperatura 40-70 °C Sensori dedicati sui banchi attrezzati; non rilevabile a occhio
Deriva di temperatura tra moduli Precoce Lettura dei dati BMS in diagnosi: differenze anomale tra sensori del pacco
Sbilanciamento di tensione tra celle Precoce Parametri BMS: una cella che si discosta dal gruppo è un segnale, non un dettaglio
Rigonfiamento del pacco o deformazione Avanzata Ispezione visiva: pressione interna già rilevante
Sibilo, schiocchi, crepitii dal pianale Venting in corso Udibile: le valvole di sicurezza delle celle stanno sfiatando
Fumo bianco denso da sotto il veicolo Immediatamente pre-incendio Evacuazione immediata dell'area
Odore chimico dolciastro e pungente Venting Diverso dall'odore di bruciato tradizionale

La composizione dei gas

Il venting rilascia anidride carbonica, monossido di carbonio, metano, etano, etilene e idrogeno. Negli elettroliti a base di sali fluorurati si aggiunge la formazione di acido fluoridrico, altamente tossico e corrosivo per le vie respiratorie.

La miscela è al tempo stesso infiammabile e tossica. Un ambiente chiuso e poco ventilato, come molte officine, è la condizione peggiore per entrambe le caratteristiche.

🛠️ Procedure operative in officina

In accettazione

  1. Registra sempre l'evento pregresso: urto, contatto al sottoscocca, allagamento, incendio nelle vicinanze, ricarica anomala
  2. Leggi i dati BMS prima di qualsiasi intervento: temperature per modulo, sbilanciamenti, errori memorizzati
  3. Ispezione visiva del pianale: deformazioni, abrasioni, tracce di liquido, rigonfiamenti
  4. Verifica se esistono campagne aperte sul VIN prima di accettare l'intervento

Veicolo sospetto

  1. Posizionamento all'aperto, lontano da edifici, altri veicoli e materiali combustibili
  2. Distanza di sicurezza secondo le indicazioni del costruttore, che va rispettata anche in assenza di segni evidenti
  3. Periodo di osservazione prolungato: la riaccensione differita è documentata a distanza di ore o giorni
  4. Monitoraggio termico del pianale, dove possibile con termocamera
  5. Nessuna ricarica di un pacco sospetto

Requisiti di qualifica

Ogni intervento sul sistema ad alta tensione richiede personale con formazione specifica e dispositivi adeguati: guanti isolanti con verifica di integrità, attrezzatura isolata, procedura documentata di messa in sicurezza. I cavi arancioni identificano le linee ad alta tensione e non vanno toccati senza qualifica, anche a veicolo apparentemente spento.

🚫 Cosa non fare mai

  • Non usare estintori a polvere o CO₂ sul pacco: non hanno effetto su una reazione che genera ossigeno internamente
  • Non tentare di raffreddare parzialmente: un raffreddamento insufficiente prolunga l'evento senza arrestarlo
  • Non spostare il veicolo con mezzi ordinari una volta iniziato il venting
  • Non ricoverare in ambiente chiuso un veicolo con anomalie del pacco, nemmeno per una notte
  • Non fidarsi dello spegnimento apparente: celle non ancora coinvolte possono raggiungere la soglia in un secondo momento
  • Non aprire il pacco senza qualifica, attrezzatura e procedura del costruttore
  • Non trattare una cella o un modulo rimosso come un rifiuto ordinario: la gestione segue procedure dedicate

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❓ Domande frequenti

A che temperatura inizia davvero il thermal runaway?

Dipende da cosa si intende per inizio. L'autoriscaldamento misurabile comincia tipicamente tra 70 e 90 °C con la decomposizione del film SEI, ma in quella fase il processo è ancora reversibile se il calore viene smaltito. L'onset del runaway vero e proprio, cioè il punto oltre il quale la reazione si autosostiene, è attorno ai 206 °C per le chimiche NMC e ai 244 °C per le LFP. La zona di non ritorno pratica viene collocata attorno ai 130-150 °C, quando collassa il separatore.

Perché l'acqua funziona e gli estintori no?

Perché agiscono su principi diversi. Gli estintori a polvere e CO₂ lavorano per soffocamento, cioè sottraendo ossigeno, ma il catodo in decomposizione l'ossigeno lo produce internamente: non c'è nulla da sottrarre. L'acqua agisce invece per raffreddamento, portando la massa sotto la soglia di autosostentamento. Serve però in quantità molto elevate e in modo continuativo: un raffreddamento parziale prolunga l'evento senza arrestarlo.

Quanto tempo può passare prima di una riaccensione?

Ore o giorni. Il meccanismo è che celle non coinvolte nella prima fase continuano a ricevere calore dal resto del pacco e raggiungono la propria soglia in un secondo momento, quando l'evento sembra concluso. È la ragione per cui i veicoli coinvolti vengono mantenuti in isolamento sotto osservazione anziché ricoverati subito, e per cui un pacco che ha subito un evento non va mai considerato stabile sulla base dell'aspetto esterno.

Le batterie LFP sono sicure?

Sono sensibilmente più stabili, non immuni. Il legame fosforo-ossigeno del reticolo olivinico non cede ossigeno alle temperature di abuso tipiche: l'onset è più alto, il picco misurato su celle 18650 è di 258 °C contro i 731 °C dell'NMC, il rateo di riscaldamento resta sotto i 3 °C al minuto contro valori fino a 7.600, e la propagazione tra celle è spesso incompleta. In officina questo si traduce in un margine operativo più ampio, non in procedure diverse.

Un pacco che ha preso una botta al sottoscocca è a rischio?

Va trattato come sospetto anche in assenza di errori attivi e di danni visibili. L'abuso meccanico può produrre una deformazione interna che genera un cortocircuito latente, con manifestazione anche molto ritardata rispetto all'impatto. La procedura corretta prevede lettura dei dati BMS con attenzione a sbilanciamenti di tensione e derive di temperatura tra moduli, ispezione del pianale e, in caso di dubbio, sosta all'aperto sotto osservazione secondo le indicazioni del costruttore.

Le ricariche rapide frequenti aumentano il rischio?

Sì, per via del lithium plating: a ratei di carica elevati, e in particolare a bassa temperatura, parte del litio si deposita in forma metallica sull'anodo invece di intercalarsi. Il litio metallico reagisce molto più rapidamente e a temperature inferiori, e può abbassare l'onset di autoriscaldamento fino attorno ai 60 °C, cioè dentro il campo delle temperature di esercizio. Insieme all'invecchiamento, che anticipa gli stadi esotermici di 20-40 °C, è il motivo per cui le soglie di letteratura vanno lette come riferimenti su cella nuova.

✅ I 3 punti da ricordare

  1. La catena ha una sequenza fissa e soglie note. SEI a 70-90 °C, reazione anodo-elettrolita a 120 °C, collasso separatore a 130-180 °C, rilascio di ossigeno dal catodo a 180-250 °C. Superati i 130-150 °C il processo non è più arrestabile con mezzi ordinari.
  2. Le soglie di letteratura valgono su cella nuova. Celle invecchiate o sovraccaricate entrano negli stadi esotermici 20-40 °C prima, e il lithium plating da ricarica rapida può abbassare l'onset fino a circa 60 °C.
  3. Il valore aggiunto dell'officina è nel riconoscimento precoce. Sbilanciamenti di tensione tra celle e derive di temperatura tra moduli sono leggibili in diagnosi molto prima che compaiano rigonfiamenti, sibili o fumo. Da quel punto in poi l'unica azione corretta è l'isolamento all'aperto e la chiamata ai soccorsi.

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